Crisi Aziendale: le cause sono interne ed esterne

Crisi Aziendale: le cause sono interne ed esterne

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Crisi aziendale: è importante individuare le cause interne ed esterne

Alcuni studiosi utilizzano il termine di crisi come sinonimo d’insolvenza, un’impresa entra in crisi quando non è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni, o meglio quando vengono meno le condizioni di liquidità e di credito necessarie per adempiere, regolarmente e con mezzi normali, alle obbligazioni assunte.

Altri aziendalisti, ne parlano come un momento conclusivo di un ciclo gestionale negativo, identificandolo con la mancanza di profitti o nella perdita di capitale. Per comprendere appieno il significato del fenomeno “crisi” bisogna partire dalla considerazione secondo la quale l’azienda, per volgere in modo proficuo la propria attività, deve mostrare attitudine ad un’economicità adeguata e duratura.

Ciò avviene quando la gestione è in grado di produrre ricavi di vendita tali da remunerare tutti i fattori produttivi. Si potrà parlare di crisi più o meno grave, soltanto qualora venga accertati il difetto di economicità. Da qui deriva l’affermazione che l’equilibrio fondamentale è quello economico; pur essendo lo stesso certamente influenzato dall’equilibrio finanziario, è altrettanto vero che quando l’equazione economica non è soddisfatta si ha la crisi.

La crisi non è altro che la conseguenza del progressivo deterioramento di situazioni di squilibrio e d’inefficienza di origine interna o esterna, la gravità di uno stato di crisi, viene segnalata più che dall’entità delle risorse da investire , dai tempi disponibili per fronteggiare la stessa, considerando ovviamente il grado d’urgenza.

 

POSSIBILI CAUSE DELLA CRISI

Per poter analizzare le cause dell’origine della crisi , occorre prima soffermarsi sull’analisi dell’azienda nella sua concezione sistematica, sottolineando i profondi legami che stabilisce con il sistema ambiente, inteso come insieme di fenomeni o accadimenti, esterni ai confini dell’azienda stessa.

Durante il ciclo di vita essa può incorrere in situazioni di squilibrio, imputabili all’azione delle variabili esterne o a causa di inefficienze operative del management che determinano il progressivo deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale con una conseguente distruzione di valore.

La crisi potenzialmente può coinvolgere tutti i settori con conseguenze profonde simili dal punto di vista economico-sociale, politico, giuridico, dell’allocazione delle risorse, creditizio e bancario. Per gli elementi vizianti che portano al mal funzionamento dell’organizzazione, in tal senso possiamo individuare:

  • Crisi d’inefficienza: questa tipologia di crisi si riferisce alla situazione patologica in cui versa l’impresa legata ad un cattivo coordinamento delle funzioni o aree aziendali che porta a rendimenti e costi non più in linea con i diretti concorrenti
  • Crisi da sovra capacità/rigidità: questa tipologia di crisi ha natura economica e deriva da una forte e duratura caduta del volume della domanda dell’impresa generato dalla maturità o dal declino del settore oppure ad errate scelte di marketing
  • Crisi da decadimento dei prodotti: è dovuta dalla perdita della quota di mercato dell’impresa, ma soprattutto da altri fattori, ad esempio la riduzione del margine lordo industriale
  • Crisi legate ad errori strategici ed inerzie organizzative: questo tipo di crisi deriva dalla scarsa capacità dell’impresa di orientare il proprio comportamento complessivo al fine di mantenere il coordinamento con l’ambiente di riferimento e di rispettare il vincolo di efficienza strutturale

 

FATTORI ESTERNI DI CRISI

Il principale fattore esterno della crisi è senza dubbio l’incertezza, essa è una diretta conseguenza di una scarsa informazione sui fattori ambientali, che rende difficoltosa la previsione dei cambiamenti esterni, aumentando il rischio di fallimento delle risposte dell’organizzazione e rendendo a sua volta problematico il calcolo dei costi e delle probabilità associati alle diverse alternative decisionali.

Crisi da fattori generali

Può essere dovuta a :

  • situazione economica generale: tasso di sviluppo economico, disoccupazione, inflazione, ecc.
  • stato delle istituzioni: l’elemento politico – istituzionale, il quadro normativo in cui un soggetto aziendale è chiamato ad operare, il livello di tassazione sui redditi, la politica del lavoro, possono costituire delle minacce o delle enormi possibilità di sviluppo per ogni azienda
  • livello dei servizi e delle infrastrutture: costituisce variabile fondamentale sia nella genesi d’impresa, sia nelle dinamiche di successivo sviluppo
  • politica del territorio: conoscere in anticipo la sua direzione può rappresentare un fattore di successo, mentre una politica del territorio ostile, può rappresentare una causa di crisi aziendale
  • situazione demografica: elemento fondamentale per direzionare in modo corretto l’offerta di prodotti/servizi
  • livello d’istruzione: elemento importantissimo per le aziende sia in fase di reperimento di personale o di manodopera specializzata, sia in fase di vendita dei prodotti/servizi, in quanto è imprescindibile
  • tutela ambientale: può rappresentare ostativo per le imprese che sono chiamate a sopportare maggiori costi, ma anche può essere un’opportunità di sviluppo con ritorni non immediatamente misurabili e ravvisabili in termini d’immagine aziendale

 

Crisi da fattori tecnologici

In merito a questo fattore di crisi, è opportuno considerare:

  • livello della ricerca scientifica: se è basso costituisce un’ostacolo alla competitività dell’azienda, riducendone l’innovazione dei prodotti e dei processi, nonché rendendo l’impresa più vulnerabile
  • situazione tecnologica: l’incapacità di saper tradurre le teorie scientifiche generali ed astratte, in applicazioni tecniche di immediato utilizzo per le aziende rappresenta un freno allo sviluppo dell’azienda stessa
  • conoscenze o know – how: stato delle scoperte scientifiche

 

Crisi da fattori di mercato

La crisi da fattori da mercato è legata a:

  • mercato del lavoro: mercato dal quale l’impresa attinge gli uomini sui quali fondere il suo progetto di crescita
  • mercato dei capitali: mercato in cui si scambiano le risorse finanziarie, alimentate tradizionalmente dal risparmio delle famiglie attraverso l’intermediazione delle banche
  • mercato dei fattori: mercato dal quale l’impresa attinge tutte le risorse da immettere nel processo produttivo
  • mercato di sbocco: in esso vanno monitorati con molta attenzione i clienti, i consumatori in generale visti come potenziali clienti, i concorrenti

 

DIVERSI STADI DELLA CRISI

Questo processo di degrado si articola in quattro stadi che sono rappresentati da squilibri ed inefficienze, perdite economiche, insolvenza e dissesto.

  1.  Il primo stadio, associato alla crisi embrionale, coincide con il manifestarsi di un iniziale segnale negativo, non ancora espressione di prima disfunzione, e si definisce d’incubazione
  2. Il secondo stadio, si identifica con la maturazione della crisi, si manifestano perdite economiche, e dunque la riduzione del capitale di rischio. In questa fase nonostante l’andamento economico negativo, tipicamente quello finanziario non risulta ancora compromesso
  3. Il terzo stadio, coincide con la diffusione delle disfunzioni aziendali: in un primo momento l’impresa tende ad assumere comportamenti inadempienti nei confronti dei fornitori , nonché delle perdite debitorie relative a contributi sociali e tributi. L’impresa tende a perdere forza contrattuale, si riducono le dilazioni di pagamento concesse dai fornitori, e di conseguenza la capacità di autofinanziamento, così come si perde la fiducia dei clienti
  4. Il quarto stadio, è la crisi acuta, causato da una disfunzione generalizzata, che lede in modo evidente più o meno tutti gli stakeholders dell’impresa, le possibili manifestazioni sono: insolvenza e il dissesto

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