SELFIEmployment: si riparte!

SELFIEmployment: si riparte!

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SELFIEmployment riparte per nuove imprese

Nonostante l’emergenza epidemiologica scoraggi l’iniziativa d’impresa, non mancano i bandi di agevolazioni per coloro che si sentono di scommettere sulle proprie abilità ed idee imprenditoriali. Tra i vari bandi pubblici di recente apertura segnaliamo questo gestito da Invitalia nell’ambito del programma Garanzie Giovani-ANPAL.

Il bando

SelfiEmployment sostiene il fabbisogno finanziario di coloro che intendono avviare un’attività imprenditoriale ed hanno difficoltà ad essere bancabili nel tradizionale circuito del credito bancario. Il bando è rivolto a:

  • donne inattive
  • disoccupati di lunga durata
  • NEET, ossia giovani under 29 che non lavorano o studiano (iscritti al programma Garanzie Giovani)
  • territorio nazionale

con una forte attitudine al lavoro autonomo e all’imprenditorialità che hanno intenzione di avviare un’impresa.

Possono partecipare al bando:

  • imprese individuali
  • società di persone
  • società cooperative
  • associazioni/società tra professionisti

costituite da meno di 12 mesi dalla domanda, ovvero da costituire entro 90 giorni dall’ammissione all’agevolazione.

L’opportunità consiste nell’usufruire:

  • finanziamento
  • senza interessi e senza garanzie personali
  • importo tra i 5.000 e i 50.000 euro.

Tipologie

L’agevolazione copre il 100% della spesa ammissibile e la somma viene erogata in modalità differenti a seconda che l’importo di progetto sia:

  • compreso tra 5.000 e 25.000 euro (Microcredito): in un’unica soluzione, con bonifico bancario, dopo la stipula del contratto di investimento
  • compreso tra 25.001 e 35.000 euro (Microcredito esteso): anticipo di 25.000 euro dopo la stipula del contratto di investimento. Il saldo finale verrà erogato dopo la data di decorrenza del piano di ammortamento per la restituzione del finanziamento e dopo il rimborso di almeno 6 rate
  • compreso tra 35.001 e 50.000 euro (Piccoli prestiti): un primo stato avanzamento lavori, se richiesto dal destinatario finale, entro 3 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, non superiore al 70% delle spese previste. Un saldo finale (o un’unica soluzione), da richiedere entro 60 giorni dalla data di conclusione del programma di investimento, cioè entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Spese ammissibili

L’impresa proponente potrà utilizzare l’importo del finanziamento per investimenti in beni materiali e immateriali oppure per spese di gestione. Gli investimenti possono comprendere:

  1. strumenti, attrezzature e macchinari
  2. hardware e software
  3. opere murarie (entro il 10% del totale delle spese ammissibili).

Le spese di gestione ammissibili sono:

  1. la locazione di beni immobili e canoni di leasing
  2. le utenze
  3. i servizi informatici, di comunicazione e di promozione
  4. i premi assicurativi
  5. le materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti
  6. i salari e gli stipendi

l’IVA non è spesa ammissibile quando è detraibile.

Il programma di investimento – rientrante nei limiti del de minimis – deve essere completato entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

 

E’ interessante notare che sono ben pochi i bandi di agevolazioni che finanziano anche le spese di gestione.

Scadenza

Il bando è “a sportello“, ossia è aperto dal 22 febbraio e fino ad esaurimento delle risorse a disposizione.

Iter di ammissione

L’accoglienza al finanziamento dipende da una verifica di accoglibilità dell’istanza sulla base dell’esame dei requisiti e successivamente sarà sottoposta ad una valutazione di merito su:

  • Idea di impresa e percorso formativo e professionale del Proponente
  • Cantierabilità dell’iniziativa imprenditoriale
  • Analisi del mercato di riferimento e posizionamento strategico-commerciale dell’attività proposta
  • Sostenibilità economico finanziaria del progetto di impresa.

È importante quindi scrivere un buon progetto, prepararsi bene a presentare la propria iniziativa imprenditoriale ma, essenzialmente, valutare bene, magari con l’aiuto di consulenti affidabili e preparati, la fattibilità effettiva dell’impresa.

Conclusioni

Non dimentichiamo infatti che non tutti i progetti imprenditoriali nascono e diventano remunerativi da subito o, peggio ancora, riescono anche dopo il periodo di startup a incontrare il favore dei consumatori.
Ricordiamo anzi che ogni progetto deve superare un’attenta fase di analisi dei rischi e opportunità e che è fondamentale scrivere una scrupolosa pianificazione per definire costi, ricavi e, soprattutto, i tempi di ritorno degli investimenti nel modo più realistico possibile.

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