Smart & Start (Invitalia): rientrano anche le spese per marketing

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Tra le novità, ora sono ammesse ai benefici Smart & Start (Invitalia) alle agevolazioni anche le spese per marketing e web marketing

 

Il Decreto Ministeriale (MiSE) del 9 agosto 2017 (pubblicato in G.U. il 18 ottobre 2017) semplifica il precedente D.M. del 24 settembre 2014 e, in accordo con la più recente normativa sulle startup innovative, rafforza il sostegno alle esigenze espresse dalle imprese, sia in termini di liquidità, sia ammettendo al finanziamento spese divenute ormai strategiche per una startup innovativa, sia favorendo i diritti di proprietà industriale.

 

In particolare, le novità più importanti introdotte dal D.M. 09/08/17 sono:

  1. possono accedere alle agevolazioni anche le società costituite da non più di 60 mesi
  2. sono ammissibili al finanziamento gli investimenti per marketing e web marketing
  3. sono finanziabili anche i marchi (oltre ai brevetti e alle licenze)

 

Inoltre, è introdotta un’ulteriore modalità di rendicontazione su presentazione di fatture non quietanzatele (purché regolarmente pagate nell’arco di 45 giorni dall’accreditamento delle somme da parte di Invitalia).

 

Infine, per i team di persone che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera, l’iscrizione al Registro speciale delle startup innovative non deve essere dimostrata alla firma del contratto, ma è posticipata alla prima richiesta di erogazione delle agevolazioni.

 

In sintesi, Smart&Start finanzia la nascita e la crescita delle startup innovative che:

  • hanno un forte contenuto tecnologico

  • operano nell’economia digitale

  • valorizzano i risultati della ricerca (spin-off da ricerca)

 

Sono finanziabili progetti con spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

 

Smart&Start Italia offre:

  1. un mutuo a tasso zero fino al 70% dell’investimento totale. La percentuale di finanziamento può salire all’80% se la startup è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia;
  2. un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo, solo per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
  3. servizi di assistenza tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.) per le startup costituite da meno di un anno

 

Si ricorda, che la misura è gestita da Invitalia e le candidature devono essere presentate online.

 

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