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STARTUP VISA: le startup innovative per stranieri

Arrivano le startup di cittadini stranieri extra-UE

 

Il programma Italia Startup Visa (ISV) è stato lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 24 giugno 2014.

ISV ha introdotto una procedura interamente rinnovata ai fini della concessione dei visti di ingresso per lavoro autonomo a cittadini extra-UE che intendono avviare, individualmente o in team, una startup innovativa nel nostro Paese.

 

Le innovazioni portate dalla procedura possono essere riassunte nelle seguenti caratteristiche:

  • È accelerata: si svolge in meno di 30 giorni
  • È centralizzata: il candidato ha un unico punto di contatto con l’amministrazione, che si occupa di tutti gli aspetti di coordinamento interistituzionale
  • È digitale: ha luogo esclusivamente online
  • È bilingue: tutta la documentazione di candidatura può essere trasmessa indifferentemente in italiano o in inglese
  • È gratuita: le domande di partecipazione non sono soggette ad alcun costo

 

Al 30 settembre 2017 sono pervenute 281 domande di candidatura.

Di queste, 162 (il 57,7%) hanno avuto esito positivo, risultando nel rilascio di nulla osta per la concessione del visto startup. 97 (il 34,5%) hanno avuto esito negativo, mentre in altri 12 casi la procedura è decaduta senza giungere alla fase di valutazione. In ulteriori 10 casi la procedura risultava ancora in corso, perché in attesa che il candidato trasmettesse ulteriore documentazione (2 casi) o perché il Comitato tecnico Italia Startup Visa&Hub non era ancora giunto a una valutazione definitiva (8 casi).

 

La ragione principale di rifiuto delle candidature è l’assenza di carattere innovativo nel progetto di impresa proposto, con 37 occorrenze; in altri 36 casi invece il business model descritto, seppur innovativo, non è stato reputato sufficientemente solido e credibile.
Dei 162 destinatari di nulla osta, 16 hanno comunicato al Ministero di aver rinunciato al trasferimento in Italia: risultano dunque 146 detentori di visto startup.

Nel terzo trimestre del 2017 sono state ricevute 29 candidature. Si tratta di una cifra pressoché analoga a quella registrata nel secondo trimestre 2017, durante cui ne sono pervenute 30. A conferma del tendenziale trend di crescita registrato nei precedenti periodi, comunque, il terzo trimestre del 2017 risulta il quarto più prolifico dall’avvio del programma.

 

Nel solo 2017 sono state dunque già ricevute 120 candidature a un visto startup: per un raffronto, in tutto il 2016 se ne erano registrate 99 (44 nel 2015, 18 nel 2014). Considerando il periodo 30 settembre 2016-30 settembre 2017 le candidature pervenute sono state 146, un incremento consistente rispetto alle 95 dei dodici mesi precedenti (+53,7%).

 

Limitando l’analisi ai soli candidati che hanno avuto successo, risulta che il 52,2 % di essi (82 su 157) è in possesso un titolo di studio pari o superiore alla laurea magistrale italiana o ha un master post-universitario; nel complesso, l’89,8% dei candidati che hanno ottenuto il nulla osta Italia Startup Visa (141) è laureato.

 

I campi di studio appaiono molto eterogenei, i più comuni sono informatica, management e business administration, marketing, design e ingegneria, che con 49 casi risulta il background più ricorrente.

 

I richiedenti visto provengono da 36 Paesi diversi, con due new entry rispetto al 30 giugno 2017: la Serbia e la Repubblica Democratica del Congo.

 

A seguito del rapido incremento registrato negli scorsi mesi, la Cina rimane al primo posto tra i paesi di provenienza dei candidati, con 71 candidature presentate: il 25,3% del totale, e 11 in più rispetto al 30 giugno, un incremento del 18,3%. 33 di esse hanno ricevuto parere favorevole (tasso di approvazione 46,5%).

Così come tre mesi fa, la Russia è secondo posto per numero di candidature, con 60 (21,4%), ma rimane il primo per numero di beneficiari di nulla osta, con un numero di candidature accettate pari a 48 (tasso di approvazione dell’80%).

Rimangono al terzo posto Stati Uniti e Pakistan, con 27 candidature inviate ciascuno e un numero di nulla osta rilasciati che ammonta a 18 per gli Stati Uniti e 5 per il Pakistan.

Immediatamente dopo si colloca l’Ucraina, con 17 candidature, 16 di cui approvate, l’Iran, con 16 candidature ricevute a fronte di 8 nulla osta rilasciati.

L’India raggiunge quota 10 candidature, di cui 4 con esito positivo. Tra gli altri paesi, solo Indonesia e Brasile superano le 4 candidature (con 6 e 5 richieste rispettivamente).

 

Le startup innovative hanno un particolare connotato esclusivo ed inedito per cui la relativa pianificazione strategica deve essere formulata con altrettanta esclusiva creatività.

Noi già lavoriamo su progetti innovativi (aspetto strategico e redazione piano industriale) nei quali facciamo l’avvocato del diavolo alla ricerca del maggiore livello di stress del business plan.

 

La metodica si realizza nella SWOT Analysis e nella costruzione condivisa del Canvas Model.

 

Il nostro lavoro si conclude con la massima consapevolezza delle potenzialità commerciali dell’idea innovativa per la quale, proprio perché innovativa, non esiste un business plan già collaudato da rielaborare.

Inoltre, l’utilizzo asettico di un modello standard di business plan è una pratica tanto riduttiva quanto pericolosa: il piano industriale deve essere studiato, sviscerato, conteso, provocato e finalizzato. E per questo, non può mancare un supporto consulenziale indipendente anche emotivamente.

 

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Redazione

Dottore Commercialista e Revisore Legale Pianificazione e Controllo di Gestione Finanza Agevolata e Crisi d'Impresa Formazione