Resto al Sud 2.0: requisiti soggettivi e investimenti ammissibili

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Introduzione

Con il Decreto Coesione e il relativo decreto attuativo del 9 luglio 2025, è stato definito il nuovo regime Resto al Sud 2.0 (anche noto come “Investire al Sud”) a sostegno dei giovani under 35 che vogliono avviare attività imprenditoriali nelle regioni meridionali italiane.

Il bando combina due modalità di sostegno alternative (voucher di avviamento e contributi a fondo perduto per investimenti), e introduce requisiti più stringenti sul profilo soggettivo, insieme a maggiore flessibilità sull’ammissibilità delle spese.

Di seguito il focus sui requisiti che i beneficiari devono possedere e le tipologie di investimenti che potranno essere finanziate.

1. Requisiti soggettivi (chi può partecipare)

1.1 Fascia d’età

  • il bando Resto al Sud 2.0 è riservato a giovani con età compresa fra 18 anni e 35 anni non ancora compiuti al momento della presentazione della domanda;

  • non sono previste deroghe per soggetti più anziani in questa misura specifica, dato che è finalizzata esclusivamente alla promozione dell’imprenditorialità giovanile. 

1.2 Stato occupazionale / condizione lavorativa

I soggetti proponenti devono soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:

  • essere inoccupati, disoccupati o inattivi

  • essere beneficiari delle misure del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)

  • trovarsi in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione (come definite dal Piano nazionale GOL “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”). 

In sostanza, non possono partecipare (almeno in questa versione 2.0) soggetti già stabilmente inseriti in un’attività lavorativa fissa o con condizioni occupazionali consolidate.

1.3 Sede legale / residenza e localizzazione

  • l’attività imprenditoriale o professionale deve essere localizzata nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) o in territori del “cratere sismico” del Centro Italia che rientrano nell’ambito del bando;

  • se il proponente non è residente nel territorio ammesso, potrebbe essere richiesto il trasferimento di residenza entro termini fissati (es. 60 giorni dall’accoglimento dell’istanza). 

1.4 Divieto di attività pregresse e limiti su IVA / attività analoghe

  • il candidato non deve essere titolare di un’attività d’impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017 

  • non deve aver ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio

  • non può avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato al momento della domanda, e deve impegnarsi a non assumerlo o stipularlo per la durata del finanziamento

  • per i liberi professionisti, è previsto che non abbiano movimentato una partita IVA nei 12 mesi precedenti per attività analoga (con la medesima classificazione ATECO fino alla terza cifra) rispetto a quella proposta oggetto di finanziamento. 

1.5 Forma giuridica dell’attività

  • L’attività può essere svolta in forma individuale o collettiva (es. società di persone, SRL, società cooperativa) o società tra professionisti. Se la società ha soci che non possiedono requisiti, è ammesso che partecipino, purché la gestione e il controllo restino in capo ai soggetti aventi i requisiti

  • In caso di impresa costituenda, la costituzione deve avvenire entro i termini stabiliti dal bando (es. entro 60 giorni dall’esito favorevole). 


2. Tipologie e limiti degli investimenti ammissibili

Una delle novità più rilevanti del modello Resto al Sud 2.0 è l’articolazione delle spese ammissibili e l’intensità del contributo a fondo perduto in funzione del livello di investimento.

2.1 Modalità di agevolazione: voucher o contributo a fondo perduto

I beneficiari possono optare per una delle due modalità alternative:

  1. voucher di avviamento non rimborsabile: destinato a finanziare l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio, con un importo massimo di 40.000 euro (che può salire a 50.000 euro se il progetto comprende componenti digitali, eco-sostenibili o innovativi). 

  2. contributo a fondo perduto su programma di investimento: per progetti più strutturati, con percentuali di copertura variabili a seconda dell’importo dell’investimento. 

2.2 Intensità di contributo e soglie

  • per programmi di investimento fino a 120.000 euro, il contributo può coprire fino al 75 % delle spese ammissibili

  • per progetti con spesa compresa tra 120.000 – 200.000 euro, il contributo è al massimo del 70 % 

  • oltre i 200.000 €, non sono previsti contributi.

2.3 Spese ammissibili

Le categorie di spese che possono rientrare nel programma di investimento sono:

  • beni strumentali nuovi (macchinari, attrezzature)

  • hardware, software, licenze, piattaforme digitali

  • opere edili e ristrutturazioni, purché strettamente funzionali al progetto (di regola fino al 50 % del piano) 

  • consulenze tecnico-specialistiche e formazione, nei limiti stabiliti dal regolamento (attenzione: non consulenze “ordinarie”).

  • spese per immobilizzazioni immateriali (es. brevetti, certificazioni) se coerenti con il progetto

Sono escluse dal finanziamento le spese di gestione ordinaria, i costi per immobili (acquisto di immobili) e le consulenze generiche non direttamente legate al progetto operativo.

2.4 Modularità e flessibilità del programma

Il modello “modulare” previsto per Resto al Sud 2.0 consente di rimodulare le voci di spesa fra beni materiali, servizi e consulenze nel corso della realizzazione del progetto (entro i limiti previsti dal bando). 

Inoltre, il progetto deve essere “organico e funzionale”, ossia le spese devono concorrere coerentemente al raggiungimento degli obiettivi produttivi dell’impresa. 

2.5 Tutoring e servizi accessori

Una componente peculiare della misura 2.0 è l’introduzione di servizi di tutoraggio / accompagnamento per i beneficiari, con un valore stimato (es. € 5.000) a supporto delle competenze amministrative, gestionali e commerciali. 

Questo supporto serve a garantire che l’investimento sia efficace, sostenibile e ben orientato al mercato.


3. Punti chiave per chi intende candidarsi

  • il profilo soggettivo (età, condizione lavorativa, storico attività) è molto stringente: serve una verifica attenta prima di avviare il progetto.

  • la decisione tra voucher e programma di investimento deve basarsi su uno studio di fattibilità: il voucher è più semplice ma ha tetti minori; l’investimento consente importi più elevati ma richiede un progetto ben strutturato.

  • è essenziale pianificare con cura tutte le voci di spesa ammissibili (beni, consulenze, edili, software) rispettando i limiti percentuali previsti.

  • il tutoraggio dovrà essere incluso nella strategia: non è solo un “extra”, ma un supporto integrato alla riuscita del progetto.

  • verificare sempre che le spese non siano generiche, bensì funzionali e documentabili in modo analitico.

✳️ Conclusioni e come ottenere assistenza per la domanda Resto al Sud 2.0

Il nuovo bando Resto al Sud 2.0 rappresenta un’opportunità concreta per i giovani del Mezzogiorno che desiderano costruire il proprio futuro professionale, valorizzando idee innovative e progetti sostenibili.
La misura offre strumenti finanziari flessibili, contributi a fondo perduto e un supporto consulenziale mirato per avviare o consolidare attività imprenditoriali e professionali.

👉 La chiave del successo? Presentare una domanda completa, coerente e ben documentata, con un piano di investimento realistico e in linea con i requisiti del bando.


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📊 Tabella riassuntiva – Resto al Sud 2.0 (edizione 2025)

Data apertura bando 15 ottobre 2025
Soggetti beneficiari Giovani tra 18 e 35 anni residenti o che si impegnano a trasferire la residenza nel Mezzogiorno
Condizione lavorativa Inoccupati, disoccupati, inattivi o iscritti a programmi GOL / categorie vulnerabili
Territori ammessi Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia + aree sismiche del Centro Italia
Attività ammissibili Imprese individuali, società di persone, SRL, cooperative e liberi professionisti
Vincoli Nessuna impresa attiva dal 21/06/2017; no attività analoga aperta nei 12 mesi precedenti
Tipologie di sostegno 1️⃣ Voucher di avviamento (fino a 50.000 euro)
2️⃣ Contributo a fondo perduto (fino al 75% delle spese ammissibili)
Investimento massimo finanziabile 200.000 euro
Spese ammissibili Beni strumentali nuovi, software, opere edili funzionali, consulenze specialistiche, brevetti e formazione
Spese escluse Gestione ordinaria, acquisto immobili, consulenze generiche
Servizi accessori Tutoraggio tecnico-gestionale (valore stimato 5.000 euro)
Durata del progetto Generalmente da completare entro 24 mesi dall’ammissione
Ente gestore Invitalia

📘 Guida rapida “Resto al Sud 2.0 – Requisiti e investimenti”

1️⃣ Chi può partecipare

  • Giovani 18–35 anni

  • Residenti (o residenti entro 60 gg) nelle regioni ammissibili

  • Non titolari d’impresa né di partita IVA attiva per attività analoga

  • Disoccupati, inattivi o in condizioni di vulnerabilità sociale

2️⃣ Cosa si può finanziare

  • Beni materiali e immateriali legati all’avvio dell’impresa

  • Software, piattaforme digitali, brevetti

  • Opere edili strettamente funzionali (entro il 50 %)

  • Servizi di consulenza tecnica e formazione professionale

3️⃣ Entità dell’aiuto

  • Voucher: fino a 50.000 euro (non rimborsabile)

  • Fondo perduto su investimenti: fino al 75 % (max € 200.000 euro)

4️⃣ Scadenze e modalità

  • Domande online dal 15 ottobre 2025 su portale Invitalia

  • Valutazione a sportello, fino esaurimento fondi

5️⃣ Suggerimento pratico
👉 Prepara in anticipo business plan, preventivi e visure per verificare la tua posizione anagrafica e fiscale.
👉 Coinvolgi un consulente specializzato in finanza agevolata per massimizzare le possibilità di ammissione.

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