Dal 15 ottobre 2025 sarà attivo su il nuovo bando, promosso da Invitalia, Resto al Sud 2.0 , misura potenziata a sostegno dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno. Il bando prevede contributi a fondo perduto, voucher e interventi di accompagnamento per l’avvio di imprese / attività autonomiche nei territori del Sud. La dotazione complessiva, le modalità e le percentuali di copertura rappresentano una novità importante rispetto alle versioni precedenti. In questo articolo ti forniamo una panoramica completa: destinatari, vantaggi, quadro normativo, tempistiche e criticità da tenere d’occhio.
Contesto normativo e obiettivi
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La misura nasce dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in Legge 95/2024), che al suo art. 18 istituisce Resto al Sud 2.0 come strumento per promuovere l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità nei territori del Mezzogiorno;
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Il decreto attuativo è stato firmato (luglio 2025) e definisce modalità operative, criteri di eleggibilità, massimali e regole di erogazione;
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L’obiettivo è duplice: favorire la nascita di nuove imprese nei territori svantaggiati e contrastare lo spopolamento giovanile, incentivando l’innovazione e la coesione territoriale.
Destinatari e requisiti preliminari
Possono accedere giovani che non abbiano compiuto 35 anni (18–34) al momento della presentazione della domanda. Requisiti alternativi (almeno uno dei seguenti):
• essere inoccupati, inattivi o disoccupati;
• trovarsi in condizioni di marginalità / vulnerabilità sociale / discriminazione, come definito nel Piano nazionale “Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027” ;
• essere destinatari di programmi di politica attiva come il programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori).
L’attività può essere individuale (impresa individuale o libero professionista) oppure in forma societaria (vari tipi di società). Per il Sud, le regioni coinvolte sono quelle del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). È possibile che siano incluse anche le aree del cratere sismico del Centro Italia, a seconda delle disposizioni attuative.
Vantaggi economici: contributi, voucher, intensità di aiuto
Una delle novità più attese riguarda le modalità di sostegno finanziario:
Voucher di avvio
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Il bando prevede un voucher iniziale a fondo perduto destinato a coprire costi di startup, acquisto di beni, strumenti e servizi.
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Il voucher base è di 40.000 euro per i progetti standard.
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Se il progetto contempla componenti digitali, tecnologiche, green, innovazione, il voucher può essere elevato a 50.000 euro.
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Il voucher è concesso in regime “de minimis” (quindi rientra nei limiti regolamentari europei per le agevolazioni).
Contributo a fondo perduto per programmi di investimento
Oltre al voucher, è prevista una seconda forma di supporto rivolta a programmi di investimento più strutturati:
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Per programmi di investimento fino a 120.000 euro, l’agevolazione massima può raggiungere fino al 75% delle spese ammissibili.
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Per progetti con investimento compreso tra 120.001 e 200.000 euro, l’intensità di aiuto scende a 70% massimo.
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È plausibile che il finanziamento si configuri come “aiuto unico a fondo perduto”, senza parte da restituire.
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La dotazione iniziale prevista per la misura si aggira intorno a 495 milioni di euro destinati a voucher e contributi.
Altri aspetti collegati
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I progetti potranno includere spese per beni materiali, opere murarie (entro un limite percentuale), servizi, consulenza, formazione e digitalizzazione.
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Non sono ammesse, secondo alcune bozze, attività di commercio puro o le professioni regolamentate, salvo disposizioni dettagliate.
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È prevista una componente di tutoring, formazione e accompagnamento per i beneficiari, per supportare la fase di avvio e garantire maggiore efficacia dei progetti.
Tempistiche e modalità operative
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Il termine per la presentazione delle domande della versione precedente del bando Resto al Sud (DL 91/2017) chiude la notte del 14 ottobre 2025. Dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2025 partirà lo sportello per Resto al Sud 2.0 / Autoimpiego.
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La misura opererà a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Non sono previste graduatorie.
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La domanda dovrà essere presentata online tramite la piattaforma Invitalia, con identità digitale (SPID/CIE/CNS), firma digitale e PEC per gli allegati.
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Occorrerà allegare un business plan, documenti di identità, eventuali dichiarazioni dei requisiti soggettivi, preventivi, cronoprogramma degli investimenti e altri allegati tecnici richiesti.
Criticità e punti da valutare / avvertenze
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Le bozze attuali non sono definitive e possono subire modifiche finali nei decreti attuativi. Alcuni aspetti (es. limite percentuale opere murarie, cumulo con altri incentivi, esclusioni di settori) potrebbero cambiare.
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Il rispetto del regime de minimis impone che il contributo non ecceda soglie massime cumulabili con altri aiuti europei.
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Il business plan e la coerenza del progetto con il territorio, la sostenibilità e la fattibilità tecnica/economica saranno elementi decisivi nella fase istruttoria.
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Occorre attenzione alla rendicontazione e alla documentazione: errori formali o mancata prova degli investimenti possono comportare esclusioni o revoche.
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La parte di “cofinanziamento” residuo (nel caso in cui l’agevolazione non copra il 100%) dovrà essere garantita dal beneficiario, o tramite eventuali strumenti finanziari compatibili con la misura (se previsti).
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Le regioni del Sud possono avere regole operative differenziate o priorità locali complementari: utile verificare eventuali bandi regionali “satellite” o ulteriori fondi integrativi.
Conclusione e consigli operativi
Il bando Resto al Sud 2.0 rappresenta una grande opportunità per i giovani che vogliono avviare imprese nel Mezzogiorno, grazie a un mix di voucher, contributi a fondo perduto e servizi di accompagnamento. Tuttavia, per sfruttarlo al meglio è indispensabile:
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monitorare le linee guida ufficiali e il decreto attuativo completo non appena pubblicati,
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iniziare da subito la progettazione (idea, budget, preventivi, piano economico),
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curare con attenzione il business plan,
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predisporre la documentazione già in anticipo (identità digitale, PEC, firme digitali, preventivi affidabili),
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valutare la coerenza del progetto con i territori del Sud e con le priorità di innovazione/digitalizzazione/green.
In sintesi
Il Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle più importanti opportunità per i giovani che desiderano avviare un’attività nel Mezzogiorno, grazie a incentivi non rimborsabili e un accompagnamento strutturato alla creazione d’impresa.
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