Efficienza: uno dei principi aziendali

Efficienza: uno dei principi aziendali

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L’efficienza è un principio di ottimale gestione aziendale

 

La definizione di Efficienza economica secondo il dizionario Treccani è la seguente:

Rapporto tra benefici e costi o, più in generale, tra il grado nel quale vengono raggiunti gli obiettivi e i mezzi utilizzati. È realizzata quando, con gli strumenti a disposizione, non si può migliorare il livello di conseguimento degli scopi desiderati.

 

Possiamo dunque dedurre che è efficiente una tecnica che utilizza risorse il cui prezzo è inferiore a quello delle risorse impiegate da un’altra tecnica produttiva.

 

In azienda la definizione precedente è valida sempre e comunque, ma spesso ci si dimentica di applicarla alla routine lavorativa giornaliera.

 

Un’azienda che migliora i suoi processi eliminando gli sprechi (evidenti e/o latenti) è un’azienda che riesce a governare il cambiamento e ad affrontare periodi di difficoltà con uno slancio migliore.

Parlando di sprechi, non si può che iniziare con l’elenco delle 7 tipologie di sprechi (muda) individuati dal Modello Toyota del Kaizen:

  • Sovra-produzione: produrre più del necessario o più rapidamente del necessario;
  • Trasporti: ogni movimento fisico di oggetti che non aggiunge valore
  • Inventari: ogni stock non necessario a garantire un’attività continuativa
  • Movimenti: ogni movimento fisico di persone che non aggiunge valore
  • Lavorazioni ripetute: ogni ripetizione della stessa attività;
  • Attesa: tempo di attesa necessario a sincronizzare due attività. Distinguiamo:
    • Attesa di risorse umane
    • Attesa di strumenti o materiali
    • Attesa di disponibilità macchina
  • Personale sotto-utilizzato: ogni mancato utilizzo del tempo o del talento delle risorse

 

Ovviamente gli sprechi elencati portano una qualità produttiva minore, maggiori costi e tempi di lavorazione più lunghi.

 

In un periodo nel quale i bilanci delle aziende sono più compressi per via della mancanza di liquidità, agire sull’ottimizzazione dei costi interni potrebbe costituire la via più percorribile per riuscire a mantenere un livello di redditività che permetta di investire sull’innovazione e riuscire ad uscire da una situazione di stallo del mercato nel quale non si riesce, con la configurazione produttiva attuale, a incrementare il fatturato.

 

Pensiamo ad aziende che nel giro di un esercizio, grazie alla continua lotta agli sprechi sono riuscite ad aumentare gli utili di fine anno fino al 10%.

 

Quello dell’eliminazione degli sprechi è solo una delle fasi in cui si articola la definizione di un percorso virtuoso di cambiamento che potrebbe portare giovamento all’azienda:

  1. Identificare ciò che vale: cioè quello per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo.
  2. Eliminare gli sprechi: ovvero allineare le attività nella giusta sequenza eliminando quelle che non generano valore
  3. Far scorrere il flusso del valore: mettere in atto tutte le attività a valore senza nessuna interruzione
  4. Fare in modo che il flusso sia “tirato”: ovvero realizzare un’attività solo quando il processo a valle e il cliente lo richiedano
  5. Puntare alla perfezione: perseguire la perfezione del processo attraverso continui miglioramenti (kaizen= miglioramento continuo)

 

Non a caso il termine valore è quello che più frequentemente ricorre in questo processo. La creazione di valore per i clienti deve essere il principio fondante dell’azienda virtuosa, che non può permettersi, in un periodo di crisi di detenere al suo interno dei processi che non abbiano quale output finale la generazione di valore.

 

(articolo a cura di Luca Presta)