La Commissione UE, con il documento “Orientamenti in materia di investimenti finanziati dalla politica di coesione 2021-2027 per l’Italia”, nel quale si fornisce l’analisi sui settori d’investimento prioritari.
In questo contesto, l’Italia si vede destinataria di una quota pari a 43,4 miliardi di euro, aumentata del 6% sia per via della crisi, sia per una modifica del calcolo di redistribuzione che privilegia il sostegno al Sud Europa.
Aumentano anche le quote di co-finanziamento nazionale dei programmi:
La priorità del programma 2021-2027 sarà investire maggiormente in aree come:
Ecco invece i pilastri della nuova programmazione:
Il documento, inoltre, evidenzia le carenze dell’Italia: in particolare, la carenza di attività di ricerca e la scarsa capacità di crescita delle PMI, a cui si aggiunge l’incapacità di alcune regioni di spendere i fondi disponibili. Perciò, il documento suggerisce di concedere sovvenzioni nelle aree meno sviluppate e finanziamenti in quelle sviluppate.
Il rapporto evidenzia anche che l’Italia è dotata di scarsa capacità amministrativa nella gestione dei fondi strutturali e d’investimento europei, con la conseguenza che il tasso di assorbimento di tali fondi è inferiore alla media, almeno in alcune regioni e per alcuni programmi nazionali.
La spesa per la Ricerca & Sviluppo, in Italia è significativamente al di sotto della media europea.
Evidenzia, inoltre, l’importanza di accrescere il numero e le dimensioni delle imprese innovative. Ed invita a sostenere servizi innovativi per gli organismi di ricerca e le imprese che cooperano al fine di trasformare nuove idee in imprese innovative sostenibili dal punto di vista commerciale.
Data la mancanza di integrazione delle tecnologie digitali nell’economia e dato il basso livello di competenze digitali, sono necessari investimenti mirati a promuovere la digitalizzazione di cittadini, imprese ed amministrazioni pubbliche. In tal modo si spera di aumentare le competenze digitali nelle piccole e medie imprese nonché l’adozione all’interno di esse di soluzioni tecnologiche digitali, compresi il commercio elettronico, i pagamenti elettronici, i servizi di cloud computing, l’internet delle cose, la cyber-sicurezza e l’intelligenza artificiale.
Le piccole e medie imprese (PMI) italiane ottengono dei risultati inferiori rispetto alla media europea in termini di produttività e crescita, pertanto necessitano di investimenti in questi due fattori-chiave attraverso la promozione dell’imprenditorialità, delle competenze manageriali e finanziarie, delle competenze relative alla transizione industriale.
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