Business plan per startup

In questi giorni ci stiamo interrogando su cosa sia e come si scriva un business plan per startup… Riprendiamo appunto il discorso avviato in “Come scrivere un business plan di successo“.

Siamo nell’ambito delle attività legate alla descrizione qualitativa del progetto d’impresa. Divengono fondamentali le sezioni relative ai seguenti aspetti

Fasi di svolgimento dell’idea d’impresa

Ogni business plan di una startup che si rispetti deve contenere una descrizione delle fasi del progetto e delle attività che si vogliono realizzare, con l’indicazione dei tempi di esecuzione. I tempi di progettazione devono essere coerenti con quelli effettivi di realizzazione. E’ inutile scrivere che un’app si crei in 3 mesi quando saranno necessari 9 mesi o che si organizzi una forza vendite nazionale in 1 anno quando invece se ne impiegano 3!

Risorse necessarie

Per raggiungere un obiettivo, i personaggi chiave di una startup devono avere chiaro il piano delle risorse umane, tecniche e finanziarie da utilizzare, con particolare riguardo alle caratteristiche e al costo delle risorse umane necessarie (interne ed esterne al gruppo), alle tipologie di beni strumentali (in leasing o in affitto o acquistate), ai materiali, al know how, etc.

Il piano delle risorse deve poi essere costantemente aggiornato, rivisto e riprogrammato in funzione degli eventi e delle circostanze che accadono nella vita dell’impresa.

Partnership

I legami che la startup può e riesce a definire con l’ambiente che la circonda è valore autentico per l’impresa stessa.

Descrivere la natura e il contenuto delle partnership del progetto, indicando per ognuna la relazione/coerenza con gli obiettivi e le modalità di realizzazione del progetto è un aspetto veramente di fondamentale importanza! Partnership non significa soldi, una startup può collegarsi per effetto di un accordo commerciale, di fornitura, di non concorrenza, di prestito di strutture fisiche ed umane!

Sostenibilità

Il business plan di una startup deve contenere un paragrafo dedicato alla sostenibilità intesa a 360°. Non solo sostenibilità economico/finanziaria di lungo periodo (non possiamo pensare di essere in utile già al primo anno), ci si riferisce agli aspetti di sostenibilità ambientale e sociale.

Attualmente è molto diffuso il sentimento di rispetto dell’ambiente esterno, della salubrità dell’aria, della persona, dei lavoratori, ecc. Può essere quindi molto utile indicare come sarà prestata attenzione alla scelta di materiali, all’implementazione delle tecnologie, alla definizione dei processi ecc.

Innovatività della startup

L’innovazione è un parametro chiave di sostenibilità d’impresa. Il business plan di una startup richiede quindi che sia indicato con chiarezza il grado di innovatività dell’idea.

Facciamo chiarezza in materia di “innovatività”, questa deve essere declinata in ragione dello stato delle conoscenze, del territorio nel quale interviene, del mercato a cui si rivolge.

In sostanza, innovatività non significa solo app fighe, bensì proporre o adottare un modello finora non adottato in un contesto territoriale, nel rispetto dello stesso!

Follow Up

Il business di una startup ha necessità, perché funzioni, di esplicitare il follow up, ovvero le prospettive di continuità e sviluppo dell’idea progettuale dopo la conclusione delle attività di progetto e le strategie che saranno messe in atto per garantire la sua prosecuzione.

Questo vale soprattutto per le attività con una forte vocazione di R&D e per quelle cofinanziate di interventi pubblici a fondo perduto. In queste circostanza l’ideatore perde spesso di vista le modalità attraverso le quali condurre un’attività mentre invece deve sforzarsi di individuare, sin da principio, come vorrà sviluppare e far crescere la propria attività!

Per avere delle idee di come redigere un business plan per startup vi consigliamo di dare una lettura a questo modello!

 

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