Invalidi gli atti dell’agente della riscossione per nullità della procura
Con la sentenza nr. 27550 del 30 ottobre 2018 gli Ermellini hanno posto la massima per cui la diretta violazione di una norma tributaria, con conseguente mancato versamento delle imposte, realizza un’operazione evasiva e mai elusiva, rimarcando così la netta distinzione operata dalla riforma del 2015 (D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128).
In particolare, l’art. 1 del citato Decreto legislativo ha introdotto nell’ambito della Legge n. 212/2000, l’art. 10-bis, unificando i concetti di “elusione” e “abuso del diritto”, in modo da garantire un’applicazione uniforme della disciplina anti-abuso, contemperando le esigenze di certezza e stabilità degli operatori con quelle dell’Amministrazione finanziaria, ed ha abrogato l’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/73, contestualmente prevedendo che le disposizioni che richiamano tale articolo si intendono ora riferite all’art. 10-bis della Legge n. 212/2000. (cfr. Nota 3)
Nell’abuso del diritto non c’è spazio per vicende imputabili all’evasione. Questo è il chiaro monito di tale sentenza.
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