REGIME FORFETTARIO 2023: QUALI LE NOVITA’ RISPETTO AL 2022?

PREMESSA

Con la Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 54, Legge 29 dicembre 2022 n. 197), il Governo ha esteso il limite dei ricavi o compensi per il regime forfettario da 65.000 a 85.000 euro. Tale soglia è rimasta confermata anche per il 2024 e il 2025. Coloro i quali non superano ricavi o compensi pari a 85.000 euro annui, salvo le altre clausole di esclusione, possono accedere o permanere nel regime forfettario di cui all'art. 1, comma 54 della Legge n. 190/2014. Come noto, tale regime consente una tassazione agevolata, l'esonero IVA e una più semplice tenuta delle scritture contabili.

FLAT TAX E REGIME FORFETTARIO

La FLAT TAX è un'imposta piatta (non progressiva come l'IRPEF), applicata indipendentemente dal reddito, nei limiti del fatturato previsti dal regime forfettario. Si definisce "forfettario" in quanto l'aliquota d'imposta viene applicata su un forfait del fatturato: a seconda dell'attività svolta e del codice ATECO, si applica un diverso coefficiente di redditività per il calcolo del reddito imponibile. Ad esempio, nel caso di un'attività commerciale il coefficiente di redditività è pari al 40%: se i ricavi ammontano a 60.000 euro, il reddito imponibile sarà pari a 24.000 euro (40% di 60.000).

REQUISITI DI ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO

Per quanto concerne i requisiti di accesso al regime forfettario, restano confermati i seguenti:

  • Non essere socio di una società di persone/capitali con una quota di controllo
  • Non far parte di studi professionali associati
  • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.000 euro lordi nell'anno precedente
  • Non risultare collaboratore di imprese familiari
  • Non superare 20.000 euro per collaboratori o dipendenti

SOGLIE DI FATTURATO E CLAUSOLA ANTIELUSIONE

Possono accedere e permanere nel regime forfettario i contribuenti con partita IVA che abbiano fatturato fino a 85.000 euro nell'anno precedente. Possono quindi beneficiare del regime forfettario anche le ditte individuali e i liberi professionisti in regime semplificato che non abbiano superato tale soglia. È utile ricordare che per i professionisti il limite è costituito da tutte le fatture incassate nel corso dell'anno; per le ditte individuali fa fede la data di registrazione, salvo che non abbiano optato per un regime di registrazione per cassa.

La clausola antielusione prevista al comma 71 della Legge di Bilancio 2023 stabilisce quanto segue:

  • Se il contribuente in regime forfettario supera gli 85.000 euro, ma non supera i 100.000 euro, esce dal forfettario a partire dall'anno successivo.
  • Se il contribuente in regime forfettario supera i 100.000 euro, è obbligato al cambio immediato di regime, anche in corso d'anno.

Per quanto riguarda la tassazione, l'aliquota è confermata al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.

FATTURAZIONE ELETTRONICA E REGIME FORFETTARIO

Con il Decreto Legge n. 36/2022, a partire dal 1° luglio 2022, la fattura elettronica è diventata obbligatoria per i contribuenti in regime forfettario con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro nell'anno precedente. A partire dal 1° gennaio 2024, l'obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dal volume di fatturato, compreso quindi chi si trova al di sotto della soglia dei 25.000 euro. Ad oggi, pertanto, tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario sono tenuti a emettere fattura elettronica.

Domande frequenti

Con la Legge di Bilancio 2023, il limite di ricavi o compensi per accedere al regime forfettario è stato innalzato da 65.000 euro a 85.000 euro. Possono quindi beneficiare del regime forfettario tutti i contribuenti che nel 2022 non abbiano superato tale soglia, salvo le altre cause di esclusione previste dalla normativa.
Se il contribuente supera gli 85.000 euro ma non raggiunge i 100.000 euro, è obbligato a uscire dal regime forfettario a partire dall'anno successivo. Se invece supera i 100.000 euro, deve abbandonare immediatamente il regime agevolato anche in corso d'anno, come previsto dalla clausola antielusione introdotta al comma 71 della Legge di Bilancio 2023.
Nel regime forfettario il reddito imponibile non è calcolato sulla base delle spese effettive, ma applicando un coefficiente di redditività forfettario al fatturato, che varia a seconda del codice ATECO e del tipo di attività svolta. Ad esempio, per un'attività di commercio il coefficiente è del 40%, quindi su ricavi di 60.000 euro il reddito imponibile sarà di 24.000 euro, su cui si applica l'aliquota flat del 15% (o del 5% per i primi 5 anni).
Per accedere al regime forfettario è necessario, tra l'altro, non essere soci con quota di controllo in società di persone o capitali, non far parte di studi professionali associati, non essere collaboratori di imprese familiari e non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro lordi nell'anno precedente. Inoltre non si deve superare il limite di 20.000 euro per collaboratori o dipendenti impiegati nell'attività.
A partire dal 1° luglio 2022, la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria per i contribuenti in regime forfettario che nell'anno precedente avevano conseguito ricavi o compensi superiori a 25.000 euro. Per i contribuenti con fatturato inferiore a 25.000 euro, l'obbligo è invece scattato dal 1° gennaio 2024.