Zone Economiche Speciali (ZES) e Resto a Sud: agevolazioni per lo sviluppo
Con la definizione delle Zone Economiche Speciali (ZES) arriva un folto pacchetto di agevolazioni per lo sviluppo di aree speciali.
Premessa
Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche circoscritte nell'ambito delle quali l'Autorità governativa:
- applica una legislazione economica differente rispetto a quella applicata nel resto del Paese;
- offre incentivi a beneficio delle aziende, attraverso strumenti di agevolazioni fiscali/finanziarie e semplificazioni amministrative.
L'OCSE ha identificato quattro diversi tipi di zone economiche speciali:
- le zone di libero scambio (free trade zone), presso i porti e gli aeroporti, che offrono esenzioni parziali o totali sui dazi all'import o all'export di quei beni che vengono riesportati;
- le export processing zone, che agevolano la riesportazione dei beni, ma solo di quelli che, venendo lavorati in loco, assumono un significativo valore aggiunto;
- le zone economiche speciali vere e proprie, che offrono un pacchetto variegato di incentivi, agevolazioni e semplificazioni amministrative alle imprese che stabiliscono lì la propria sede;
- le zone speciali industriali, che limitano le agevolazioni a un settore specifico (spesso il tessile o l'ICT) per il quale costruiscono anche infrastrutture ad hoc.
Attualmente, secondo i dati della Banca Mondiale, nel mondo si contano quasi 4.000 Zone Economiche Speciali, il 43% delle quali sono in Asia; l'Europa ne ospita circa il 20% (ad es. Lettonia, Spagna, Gran Bretagna e Croazia), con la Polonia in prima fila tra i Paesi dove ne nascono di più. Cina e Dubai sono comunque gli esempi più noti.
Le caratteristiche di una ZES: agevolazioni e condizioni
La Zona Economica Speciale:
- deve essere istituita all'interno dei confini statali, in una zona geografica chiaramente delimitata e identificata;
- può essere composta anche da aree territoriali non direttamente adiacenti, purché abbiano un nesso economico funzionale;
- deve comprendere un'area portuale, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), con le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013.
L'istituzione di una ZES porta come conseguenza principale la possibilità per le imprese di sfruttare importanti agevolazioni fiscali e di beneficiare di rilevanti semplificazioni di carattere amministrativo e burocratico.
La ZES Unica per il Mezzogiorno (D.L. 124/2023 e Legge 162/2023)
Il quadro normativo italiano in materia di ZES ha subito una profonda trasformazione con il Decreto Legge n. 124 del 19 settembre 2023, convertito con modificazioni dalla Legge n. 162 del 13 novembre 2023, che ha istituito la ZES Unica per il Mezzogiorno, operativa dal 1° gennaio 2024.
La ZES Unica ha unificato le precedenti otto Zone Economiche Speciali regionali in un'unica zona che abbraccia l'intero territorio delle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questa semplificazione mira a rendere più omogeneo e accessibile il sistema di agevolazioni per le imprese che investono nel Mezzogiorno.
Il Credito d'imposta ZES Unica
La principale agevolazione prevista per la ZES Unica è un credito d'imposta per gli investimenti effettuati nelle regioni meridionali. Le aliquote del credito variano in base alla dimensione dell'impresa e alla regione in cui viene effettuato l'investimento, in conformità con la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 approvata dalla Commissione Europea. In linea generale:
- le grandi imprese possono beneficiare di un'aliquota fino al 40% delle spese ammissibili;
- le medie imprese possono accedere a un'aliquota maggiorata rispetto alle grandi imprese;
- le piccole imprese godono delle aliquote più elevate.
Il massimale dell'agevolazione, i periodi di validità e le modalità di fruizione del credito sono definiti annualmente dai provvedimenti attuativi dell'Agenzia delle Entrate. Si consiglia di verificare sempre la normativa e i provvedimenti più aggiornati, poiché le condizioni possono variare di anno in anno.
Obblighi e condizioni per le imprese
Per ottenere e mantenere i benefici della ZES Unica, le imprese devono rispettare precisi requisiti:
- mantenere le attività nella ZES per almeno cinque anni successivi al completamento dell'investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi;
- non trovarsi in stato di liquidazione o in fase di scioglimento;
- non rientrare nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato.
La governance della ZES Unica
La gestione della ZES Unica è affidata a una Cabina di regia presieduta dal Ministro per il Sud e il PNRR, con il supporto di una struttura di missione dedicata. Questo modello di governance centralizzato sostituisce i precedenti Commissari straordinari delle singole ZES regionali, con l'obiettivo di garantire maggiore coerenza e rapidità nelle decisioni strategiche e nell'approvazione dei progetti di investimento.
Per informazioni aggiornate sulle procedure di accesso, i massimali vigenti e la documentazione necessaria, si raccomanda di consultare il sito istituzionale del Ministero per il Sud e il PNRR e le circolari dell'Agenzia delle Entrate.