Resto al Sud: agevolazioni per gli under 46 del mezzogiorno

RESTO AL SUD: COS'È

Resto al Sud è l'incentivo gestito da Invitalia che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Con le ultime modifiche normative, la misura è stata ampliata e aggiornata per rispondere alle esigenze degli imprenditori under 55.

La dotazione finanziaria complessiva è stata incrementata nell'ambito della programmazione europea 2021-2027 e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

A CHI È RIVOLTO

Resto al Sud agevola gli under 55 che:

  • al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017
  • trasferiscono la residenza nelle suddette regioni dopo la comunicazione di esito positivo
  • non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio
  • (per i liberi professionisti): non risultano titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un'attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

Possono presentare richiesta di finanziamento:

  • le società (anche cooperative)
  • le ditte individuali
  • i liberi professionisti
  • i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all'estero) dopo l'esito positivo della valutazione

SETTORI ESCLUSI

Sono ammesse le iniziative imprenditoriali nei settori di:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • libera professione

Sono escluse dal finanziamento le attività in Agricoltura e nel Commercio.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese per:

  • la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili
  • l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici
  • le principali voci di spesa gestionali utili all'avvio dell'attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa

AGEVOLAZIONI

Resto al Sud finanzia l'avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa massimo di 200.000 euro. Ogni soggetto può ricevere un finanziamento massimo di 50.000 euro.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell'investimento complessivo
  • finanziamento bancario pari al 65% dell'investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI e rimborsabile in 8 anni. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi

CRITERI DI VALUTAZIONE

  • adeguatezza e coerenza delle competenze dei soci rispetto alle specifiche attività previste dal progetto imprenditoriale
  • capacità della compagine di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo
  • potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell'iniziativa e relative strategie di marketing
  • sostenibilità tecnico-economica dell'iniziativa
  • verifica della sussistenza dei requisiti per la concessione della garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI

SCADENZA

Resto al Sud è un incentivo a sportello: le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all'ordine cronologico di arrivo. Si consiglia di verificare la disponibilità delle risorse aggiornate direttamente sul portale di Invitalia prima di presentare la domanda.

Lo studio Alessio è a disposizione per la predisposizione della modulistica necessaria per la presentazione della domanda di Resto al Sud.

Vuoi maggiori informazioni a riguardo? Compila il modulo e ti diremo le agevolazioni adatte a te!

Domande frequenti

Possono richiedere il finanziamento Resto al Sud gli under 46 residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) o nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Il richiedente non deve avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non deve essere già titolare di un'altra attività di impresa in esercizio.
Sono esclusi dal finanziamento Resto al Sud i settori dell'agricoltura e del commercio. Sono invece ammessi i settori della produzione di beni (industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura), la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, e il turismo.
Resto al Sud finanzia fino al 100% delle spese ammissibili per un programma di spesa massimo di 200.000 euro, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni soggetto. Il finanziamento si compone di un contributo a fondo perduto pari al 35% dell'investimento e di un finanziamento bancario pari al 65%, rimborsabile in 8 anni con interessi interamente coperti da un contributo in conto interessi.
Le spese ammissibili includono la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici. Sono ammesse anche le principali voci di spesa gestionali per l'avvio dell'attività (materie prime, utenze, canoni di locazione e leasing, garanzie assicurative), nel limite del 20% del programma di spesa complessivo.
Resto al Sud è un incentivo 'a sportello', il che significa che le domande vengono esaminate senza graduatorie, seguendo l'ordine cronologico di arrivo. Le società o ditte individuali devono essere costituite successivamente al 21 giugno 2017, mentre i team di persone fisiche devono costituirsi entro 60 giorni (o 120 giorni se residenti all'estero) dall'esito positivo della valutazione.