Controllo di Gestione: 13 anni fa credevo ...

  Sono passati 13 anni da quando ribadivo (nell'articolo pubblicato su Quotidiano di Puglia in foto) che il controllo di gestione rappresenta uno strumento strategico, non solo per uscire dalla crisi, ma anche per evirare che accadesse un'altra crisi simile. Pianificazione e controllo significano focus, attenzione e allerta per seguire la migliore strada possibile. Purtroppo, era tutto relativo poichè tanto erano anche i paradossi finanziari. Eppure, se qualcuno avesse ben riflettuto, probabilmente oggi avremmo raccontato un'altra storia. Oggi, la riforma della crisi e dell'insolvenza, con la novazione degli art. 2086 e 2477 cod. civ., introduce una sorta di obbligo di pianificazione e controllo di gestione. Sì, proprio 13 anni dopo e questa volta gli strumenti li utilizziamo!   articolo su "Quotidiano di Puglia" - 16 aprile 2006

Domande frequenti

Il controllo di gestione è uno strumento strategico che permette alle aziende di pianificare, monitorare e ottimizzare le proprie attività economiche e finanziarie. Consente di mantenere il focus sugli obiettivi aziendali, prevenire situazioni di crisi e intervenire tempestivamente in caso di segnali negativi. In sintesi, rappresenta un sistema di allerta e guida per percorrere la strada migliore possibile in termini di performance aziendale.
La riforma della crisi e dell'insolvenza ha novellato gli articoli 2086 e 2477 del Codice Civile, introducendo di fatto un obbligo per gli imprenditori di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d'impresa. L'art. 2086 c.c. impone all'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo idoneo, mentre l'art. 2477 c.c. disciplina la nomina dell'organo di controllo nelle S.r.l. al raggiungimento di determinati parametri dimensionali. Queste norme rendono la pianificazione e il controllo di gestione non più una scelta facoltativa, ma un requisito di legge.
Il controllo di gestione permette di monitorare costantemente gli indicatori economici, finanziari e patrimoniali dell'azienda, individuando in anticipo eventuali segnali di deterioramento della situazione. Grazie a strumenti come budget, analisi degli scostamenti e reporting periodico, l'imprenditore può intervenire prima che la crisi diventi irreversibile. La pianificazione strategica associata al controllo consente inoltre di adottare misure correttive tempestive, evitando che situazioni di difficoltà si trasformino in vere e proprie crisi di insolvenza.
La pianificazione è il processo attraverso cui un'azienda definisce i propri obiettivi strategici e operativi, stabilendo le risorse necessarie e i percorsi per raggiungerli (es. budget, business plan). Il controllo di gestione, invece, è l'attività continuativa di verifica che l'andamento reale dell'azienda sia coerente con quanto pianificato, attraverso l'analisi degli scostamenti e l'adozione di azioni correttive. I due processi sono complementari e inscindibili: pianificare senza controllare o controllare senza un piano non produce risultati efficaci.
Per molti anni, le imprese italiane — specialmente le PMI — hanno sottovalutato il controllo di gestione, considerandolo uno strumento complesso, costoso o destinato solo alle grandi aziende. A ciò si aggiungevano i cosiddetti 'paradossi finanziari', ovvero situazioni in cui la disponibilità di credito facile e la crescita economica rendevano meno urgente la necessità di pianificare e monitorare le performance. Solo con l'inasprirsi delle crisi economiche e con l'introduzione di obblighi normativi specifici, le imprese hanno cominciato a comprendere il valore strategico di questi strumenti.