Resto al Sud: 4 cose importanti che devi sapere!

Resto al Sud e le sue evoluzioni: 4 cose importanti che devi sapere!

L'incentivo Resto al Sud, nato il 15 gennaio 2018, ha subito nel corso degli anni importanti aggiornamenti normativi. Con il Decreto Rilancio (DL 34/2020) il limite di età è stato esteso fino a 55 anni e la platea dei beneficiari è stata ampliata. Successivamente, la misura è stata integrata e in parte sostituita da nuovi strumenti gestiti da Invitalia, tra cui la misura Autoimprenditorialità. Prima di procedere con qualsiasi candidatura, è fondamentale verificare sul sito ufficiale di Invitalia (www.invitalia.it) quali strumenti siano attualmente attivi, le relative dotazioni finanziarie e le condizioni aggiornate di accesso.

Avendo già analizzato i contenuti delle agevolazioni disponibili, con questo articolo intendiamo soffermarci sugli aspetti che molti trascurano, e che restano validi indipendentemente dagli aggiornamenti normativi.

1. L'IMPRENDITORE NON NASCE CON L'INCENTIVO

Per esperienza maturata sui bandi di finanziamento, è fondamentale sottolineare che l'agevolazione, per quanto allettante, non deve mai essere la ragione principale per avventurarsi a fare impresa.

Accade spesso che chi decide di avviare un'attività in proprio sia spinto da due ragioni principali:

  • l'entusiasmo dilagante per la propria idea
  • la pressione esterna di chi suggerisce insistentemente di "fare qualcosa"

Se poi arriva l'incentivo, sembra la spinta giusta per spiccare il volo. Ma la domanda nasce spontanea: "Per volare è più importante un ripido trampolino o delle buone ali?" Chi cade... aveva bisogno delle ALI!

Fare impresa non è un gioco: è una miscela di competenza, coraggio, passione, strategia, resilienza, perseveranza e capacità di condivisione. Queste skills non si acquistano, ma si coltivano nel tempo.

Ritengo un grave errore fare impresa solo perché esiste un incentivo che lo incoraggia finanziariamente. Questo non significa che sia vietato tentare: anzi, l'autoimprenditorialità resta tra le soluzioni più efficaci alla disoccupazione giovanile strutturale. Il concetto chiave è che precario deve essere il lavoro, e mai la voglia di lavorare!

Il suggerimento per i giovani impavidi è: valutate prima le potenzialità personali e l'attitudine a fare impresa, affidandovi a un professionista capace di esprimere un giudizio strategico che vada oltre la semplice compilazione dei moduli. L'agevolazione sta alle skills d'impresa come il carro sta ai buoi.

Domande frequenti

Resto al Sud è un incentivo pubblico rivolto a giovani imprenditori che vogliono avviare un'attività nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia. Non è un bando tradizionale con scadenza e graduatoria, ma uno strumento continuativo che eroga agevolazioni finanziarie a chi presenta un progetto imprenditoriale valido. È considerato uno dei migliori strumenti disponibili per sostenere le nuove idee imprenditoriali nel Sud Italia.
No, l'incentivo da solo non è sufficiente per fare impresa: l'agevolazione dovrebbe essere uno strumento di supporto e non la ragione principale per avventurarsi nel mondo imprenditoriale. Fare impresa richiede competenze, coraggio, passione, strategia, resilienza e perseveranza, qualità che non si acquisiscono grazie a un finanziamento. È un grave errore avviare un'attività solo perché esiste un bando che incoraggia finanziariamente a farlo.
Prima di candidarsi è fondamentale valutare le proprie potenzialità personali e l'attitudine a fare impresa, in una fase preliminare che nessun bando richiede formalmente ma che è essenziale. Le skills imprenditoriali includono competenza tecnica, coraggio, passione, strategia, resilienza, perseveranza e capacità di condivisione. Alcune di queste qualità fanno parte del carattere, altre si imparano e altre ancora si possono potenziare nel tempo.
Sì, è fortemente consigliabile affidarsi a un professionista capace di esprimere un giudizio strategico che vada oltre la semplice redazione dei formulari previsti dal bando. Un consulente esperto può valutare la fondatezza dell'idea imprenditoriale e le condizioni personali e finanziarie del candidato, arrivando anche a scoraggiare la partecipazione laddove le condizioni non siano sufficienti. Preparare una pratica di agevolazione è più semplice che valutare seriamente la validità di un progetto d'impresa.
Secondo l'autore, il posto fisso è ormai un'eccezione nel mercato del lavoro contemporaneo, mentre l'autoimprenditorialità rappresenta una delle soluzioni più efficaci alla disoccupazione giovanile strutturale. Il concetto chiave è che 'precario deve essere il lavoro e mai la voglia di lavorare', invitando i giovani a non scoraggiarsi ma a investire su sé stessi. Tentare è sempre lecito, purché si affronti il percorso con consapevolezza delle proprie capacità e con il supporto di professionisti qualificati.